Pratale

Volontariato in un podere biologico vicino a Gubbio

I dintorni

Pratale si trova a circa 10 km dalla cittadina medievale di Gubbio. Adagiata alle falde del Monte Ingino, Gubbio è tra le più storiche città dell'Umbria, e magnificamente conservata nei secoli . I suoi monumenti  testimoniano il suo glorioso passato.Famose sono le Tavole Eugubine, uno dei più importanti documenti italici . Interessante visitare il Teatro Romano situato appena fuori le mura. La Basilica di Sant'Ubaldo  sovrasta la cittadina e custodisce le spoglie del Patrono.Da non perdere il Palazzo dei Consoli e la stupenda piazza Pensile.

Di grande interesse sono anche la Cattedrale (sec. XII), Santa Maria Nuova (nel cui interno si ammira la Madonna del Belvedere dipinta da Ottaviano Nelli nel 1413), Chiesa e convento di Sant'Agostino (sec.XIII ) con all'interno affreschi del Nelli, Chiesa e Convento di San Francesco (Sec.XIII), San Giovanni (Sec.XII) caratterizzato dalla facciata e dal campanile in stile romanico, San Pietro ampliata nel 1505 e San Domenico ampliata nel XIV secolo.

Famosa è Corsa dei Ceri di Gubbio è senza dubbio una delle feste più famose nel mondo: è la più sensazionale, la più eccitante, la più pazza corsa alla quale vi possa mai capitare di assistere.
Si celebra il 15 di maggio, vigilia di S. Ubaldo, e questo accade da secoli: secondo alcuni le origini della festa dei Ceri risalgono alla metà del XII secolo, quando il Comune, dopo un' importante vittoria riportata sulle città nemiche, decise di ricordare l'evento e ringraziare l'allora vescovo di Gubbio Ubaldo con una celebrazione annuale. Secondo altri, la festa è un rito pagano antichissimo che celebra il ritorno della vegetazione a primavera: difatti il nome della festa si potrebbe collegare con il nome dell'albero più maestoso e comune delle nostre campagne, la quercia (il cerro, o "cerqua") e ogni anno si nota come la quercia mette le foglie nuove dopo tutti gli altri alberi, come un gran finale della musica primaverile. Vedere negli alberi l'espressione del sacro era una costante dell'Europa antica e molte ceremonie avevano luogo all'inizio di maggio. Si celebrava l'albero come fonte della vita e si esprimeva la gratitudine umana verso la Natura.  Nella zona ci sono altre feste centrate sull'albero, meno codificate della festa di Gubbio, come quella di San Pellegrino e di Isola Fossara. I Ceri di Gubbio sono 3 enormi macchine in legno di forma ottagonale fissate in basso a delle barelle, e alte circa 7 metri, ognuna sormontata dalla statua di un Santo: S. Ubaldo, protettore dei muratori, S. Giorgio protettore dei commercianti, S. Antonio abate protettore dei contadini. I Ceraioli che trasportano i pesanti Ceri sono vestiti con colori vivaci e indossano fez, fazzoletto, sciarpa rossa in vita, pantaloni bianchi e camicia – gialla per S. Ubaldo, azzurra per S. Giorgio, nera per S. Antonio.
Il cerimoniale della festa è complesso e è rimasto inalterato attraverso i secoli.